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Il fotovoltaico abbassa la bolletta degli Italiani

Il fotovoltaico abbassa la bolletta degli Italiani - AFFIDATI AGLI SPECIALISTI

Per ogni Gwh di energia prodotta da fonte solare il prezzo del Mwh all’ingrosso in Borsa cala infatti di 3 euro

Secondo uno studio realizzato dal Cnr il fotovoltaico italiano mantiene bassa la bolletta degli italiani: per ogni Gwh di energia prodotta da fonte solare il prezzo del Mwh all’ingrosso in Borsa cala infatti di 3 euro. La stima arriva da un nuovo studio condotto da ricercatori del CNR firmato da Mario Pagliaro, Francesco Meneguzzo, Federica Zabini e Rosaria Ciriminna, pubblicato sull'ultimo numero di "Energy Science & Engineering" (vedi allegato in basso).

Il lavoro si basa su di un modello in grado di prevedere l'andamento dei prezzi alla Borsa elettrica nelle ore di picco (dalle 8 alle 20 dei giorni lavorativi) con e senza il fotovoltaico. Non si tiene dunque conto del 'fuori picco', durante il quale come abbiamo visto in questi anni abbiamo registrato aumenti di prezzo anomali, con gli impianti termoelettrici che offrono l'elettricità a cifre molto alte per compensare i guadagni erosi durante il giorno dalla concorrenza del solare.


Come in altri studi, dal lavoro del team del CNR emerge che i risparmi prodotti dal solare crescono all'aumentare della domanda. Se nel triennio 2010-2013 vi fossero staticonsumi a livelli pre-crisi (cioè quando la richiesta italiana superava i 43.000 MWh nei mesi estivi, agosto escluso, e registrava in luglio picchi di oltre 50.000 MWh), il risparmio complessivo sarebbe stato di 6,9 miliardi di euro, dei quali 2,8 nei soli ultimi 12 mesi del periodo considerato: cioè la metà di quanto si spendeva all'anno in incentivi per il FV a quel tempo. A quei livelli di domanda, emerge, ogni GWh in più da FV avrebbe fatto scendere il PUN di 4,5 euro a MWh.


Insomma, concludono i ricercatori, il fotovoltaico fa bene ai consumatori e questo vantaggio potrebbe essere ancora più consistente se il Governo adottasse le misure giuste. Quali i consigli che arrivano dal team CNR? Estendere le detrazioni fiscali e reintrodurre una tariffa incentivante per gli impianti a terra a inseguimento, che consentono di massimizzare la generazione nei mesi invernali e autunnali quando il FV produce il massimo risparmio per il consumatore. Altro suggerimento stimolare l'elettrificazione dei consumi, dal riscaldamento alla mobilità, per far crescere domanda elettrica e, conseguentemente, l'impatto del FV sul PUN.


Sarebbe interessante avere un commento da parte del Governo sulle conclusioni di questi studio, che arrivano proprio mentre in Gazzetta esce un decreto, il cosiddetto 'taglia-bollette', che colpisce in maniera retroattiva il settore con lo spalma-incentivi e mina lo sviluppo futuro del FV non incentivato con la norma che introduce il pagamento di parte degli oneri di sistema anche sull'energia autoconsumata.


D'altra parte, che il fotovoltaico faccia scendere il costo dell'energia è noto e documentato da diversi altri studi. Ricerche citate nella pubblicazione CNR su altri mercati, come quello austriaco e tedesco, hanno rilevato effetti di riduzione dei prezzi elettrici grazie al fotovoltaico ancora più consistenti: da 5 a 7,8 euro/MWh per ogni GWh da solare in più (contro i 2,9 dello studio in questione).
Anche riguardo al mercato italiano le stime non mancano: secondo un calcolo dieLeMeNS per ogni punto percentuale aggiuntivo di penetrazione di eolico e fotovoltaico, che producono a costi marginali nulli, il PUN si abbassa di 1 euro/MWh esenza sole e vento nel 2013 avremmo avuto un prezzo dell'elettricità in Borsa più alto di 7,2 euro/MWh.


Secondo l'Irex Report di Althesys il fotovoltaico in Italia nel 2012 ha portato risparmi di circa 840 milioni (al netto della “compensazione” di prezzo effettuata dai termoelettrici nelle ore in cui cessa la concorrenza del FV) e nel 2013 per circa 1 miliardo.