Nella nostra provincia chiudono le fabbriche ma si installano pannelli fotovoltaici. Il 2009 è stato un anno record (a livello nazionale) per quanto riguarda il numero di impianti posizionati su tetti di case e aziende private (ma anche municipi e strutture pubbliche). A dicembre si era arrivati a 2200 impianti per 20mila 700 chilowatt installati: un 25 percento in più rispetto ad agosto, un 60 percento in più rispetto al 2008. La provincia più industrializzata (e tra le più inquinate) d'Italia sta magicamente trasformandosi nella regina delle energie rinnovabili. Motivo? Non si tratta di una folle conversione al credo ecologico, ma è sempre questione di portafogli. In anni in cui ogni investimento è un azzardo, investire sul fotovoltaico (grazie al conto energia) permette un ritorno sicuro in termini economici, visto che un chilowattora prodotto grazie al sole e immesso nella rete elettrica viene pagato dal gestore (Gse) mediamente 0,40 euro. Si aggiunga che diverse banche fanno prestiti a condizioni agevolatissime, visto che vengono estinti grazie all'energia fotovoltaica prodotta (e pagata per i primi anni alle banche...).
UN BOOM INCREDIBILE. Brescia e provincia quindi, riconfermano il record toccato già ad agosto: gli impianti in esercizio allora erano 1629, ovvero il 4 percento degli impianti italiani. Già 4 mesi fa la potenza installata era aumentata quasi del 40 percento rispetto ad inizio 2009. Nell'ultimo quadrimestre dell'anno appena concluso il trend positivo non ha accennato a diminuire. Questo grazie agli incentivi messi a disposizione dal conto energia. L'energia solare resta una fonte di nicchia: produciamo 27milioni di chilowattora l'anno, contro un consumo totale di 13 di chilowattora (4miliardi prodotti dall'idroelettrico).
FORTI DIFFERENZE. Ci sono forti differenze in termini di investimenti nel fotovoltaico tra i 206 comuni bresciani. Se la media provinciale è di 10,6 pannelli per comune gli investimenti sono stati realizzati a macchia di leopardo. I pannelli latitano nelle valli per comprensibili ragioni geografiche (meno ore di sole). Un ragionamento che viene in parte smentito da esempi virtuosi: vedi Darfo e Esine, ma anche Piancamuno (80,2 kw), Bagolino (51 Kw) e Pisogne. Appare ingiustificata la poca produzione di energia solare in diversi comuni del Sebino così come del Garda (Sirmione e Desenzano), anche se il trend è in aumento. Anche nella Bassa stanno arrivano investimenti (ad Orzinuovi ad esempio in 4 mesi la potenza installata è triplicata, passando da 30 a 96 kw) ma ci sono comunque zone ancora poco coperte: ad esempio nei 15 comuni del distretto sanitario 8 (quello che fa appunto capo ad Orzinuovi, con circa 60mila abitanti), sono installati 500 kilowatt di fotovoltaico: nella sola Provaglio d'Iseo 820 Kw.
VIRTUOSI E NON. In quattro mesi la classifica dei comuni virtuosi è cambiata. Il record è detenuto sempre da Brescia (ma il capoluogo conta 200mila abitanti): al secondo posto è entrato prepotentemente Lonato, al terzo Provaglio d'Iseo, seguiti da Flero (dove troviamo due mega impianti industriali da 200 kW. Poi troviamo Prevalle (ha un impianto da 420 kw) Adro, Erbusco e Calcinato (470 kw). Ci sono poi molti piccoli e medi comuni virtuosi (da Berlingo a Pontevico, da Verolavecchia a Calvisano, da Carpenedolo a Corte Franca). Le cose cambiano anche per i poco virtuosi: ricordiamo che ad agosto risultavano completamente a digiuno di fotovoltaico nella Bassa Corzano e Fiesse (stanno rimediano) mentre la Valcamonica si riconferma per il record di assenze di pannelli. Latitano anche Valtrompia (la popolosa Villa Carcina ha solo 8 impianti per 24 kw) e Valsabbia.